L'uomo della City si compra la Sila
Addio Chianti, gli inglesi alla conquista della Calabria
La pasta e patate al forno alla silana - cult della vecchia cucina contadina - piace più del «fish and chips». I peasaggi incontaminati attorno al lago Arvo superano i «landscape» dello Yorkshire, forse perché anche le location calabresi sanno tanto di nebbia e smog. Gli inglesi stanno scoprendo le bellezze della Sila Grande e comprano casa a Lorica, centro montano in provincia di Cosenza, sede del Parco nazionale della Sila. Non solo la Toscana e le Marche, dunque, nelle vacanze «made in Italy» dei londinesi. La nuova tendenza è fare villeggiatura in Calabria e lo è a tal punto che una comunità di over 50 provenienti dalla City da alcuni anni si è felicemente insediata nella cittadina di montagna.
In tutto 40 famiglie, per lo più coppie mature ed anziani, due anni fa hanno «scoperto» le bellezze della montagna calabrese - Calabriashire verrebbe da dire - e dopo una prima vacanza negli hotel della zona, hanno deciso di acquistare casa. Tutto è nato attraverso un passaparola iniziato a Londra, quando alcune agenzie di viaggi hanno deciso di proporre pacchetti turistici verso destinazioni poco tradizionali, al di fuori dei circuiti internazionali e del turismo di massa.
L'attenzione è allora caduta sulla Calabria, grazie soprattutto alla presenza dei voli low cost attivati tra Londra e l'aeroporto di Lamezia Terme. Creato il contatto, il più era fatto. Lorenzo Lucanto, manager di «Calabria Real Estate», società di mediazione legale che si è occupata delle transazioni con gli inglesi, è infatti voltato a Londra.
«Avevamo pensato che era giunto il momento di aprirsi ai mercati esteri - spiega Lucanto - per cui siamo andati in Inghilterra girando per fiere specializzate. Così facendo, abbiamo preso contatti con agenzie locali, che hanno trovato interessante il nostro prodotto e hanno cominciato a pubblicizzarlo con clienti pronti ad investire in questo genere di proprietà».
I turisti inglesi non si sono lasciati sfuggire l'occasione di trascorrere le ferie in posti distanti anni-luce dalla frenesia metropolitana. «Le famiglie inglesi sono rimaste colpite in particolar modo dalle bellezze naturali - racconta il direttore del Parco Nazionale della Sila, Michele Laudati - addirittura alcuni hanno detto che non abbiamo niente da invidiare ai boschi della Finlandia».
La vacanza tipo delle famiglie londinesi non va oltre la permanenza in Sila di una-due settimane, in estate e in inverno, ma i benefici per l'economia del posto non si sono fatti attendere.
«Amano passeggiare per i boschi, raccogliere funghi e stare all'aria aperta, a contatto con la natura - commenta Stanislao Martire, sindaco di Pedace, il comune di cui Lorica è frazione - Non sono certo alla ricerca del divertimento più sfrenato». Gettonatissimi, infatti, i percorsi naturalistici all'interno del parco e le gite nei paesini vicino, come Camigliatello e Silvano Mansio.
Certo, la «favola» di una Calabria-shire ha i suoi punti deboli: i servizi di collegamento verso gli altri centri turistici della regione - vedi ad esempio le località balneari sullo Jonio e sul Tirreno - sono un universo ancora sconosciuto e questo non aiuta a lanciare l'immagine di un turismo «organizzato».
Dalla pulizia del lago, alla manutenzione dei sentieri agli impianti di illuminazione, la voce della comunità locale spinge le istituzioni pubbliche verso il salto di qualità.
E' vero, però, che l'arrivo degli inglesi ha inevitabilmente attivato percorsi virtuosi. Nuovi impegni sono stati assunti dall’Amministrazione provinciale di Cosenza e dall’ente Parco. E l'assessore regionale al Turismo, Damiano Guagliardi, già pensa ai mercati della Russia e dei Paesi del nord. Per la serie: good morning and good luck.
GIULIA VELTRI su
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Foto: Lorica, Lago Arvo