IL MAB: NOI SAPPIAMO CHE COS’E’…E VOI?
ULTRA’ COSENZA
SU
del 23 novembre 2008
Il mab è una galleria d’arte “a cielo aperto” situata al centro di Cosenza che raccoglie diverse sculture di rinomati artisti internazionali. Esso si intende da Piazza Bilotti (Piazza Fera prima della realizzazione del progetto) fino a Piazza dei Bruzi. Le sculture sono state donate alla città da un ricco imprenditore cosentino residente in Florida e fortemente legato alle sue origini:Carlo Bigotti. Ogni scultura è posta su un piedistallo luminoso di plexiglas. Al piedistallo è associato un sistema elettronico in grado di riprodurre musica strumentale o una introduzione al museo stesso (che non funzionano).
Opere attualmente esposte:
Giacomo Manzù, Grande Cardinale seduto, 1988.
Piazza Kennedy.
Emilio Greco, Grande Bagnante 2, 1957.
Corso Mazzini.
Giorgio De Chirico, Ettore e Andromaca.
Corso Mazzini.
Mimmo Rotella, Il Lupo della Sila.
Corso Mazzini.
Salvador Dalì, San Giorgio e il Drago, 1977/1984.
Corso Mazzini.
Sasha Sosno, I Bronzi di Riace.
Piazza XI settembre.
Pietro Consagra, Paracarro grigio.
Piazza Bilotti.
Pietro Consagra, Paracarro bianco.
Piazza Bilotti.
Pietro Consagra, Paracarro rosa.
Piazza Bilotti.
Pietro Consagra, Paracarro siena.
Piazza Bilotti.
Pietro Consagra, Grande scultura monumentale, Bifrontale.
Piazza Bilotti.
Mimmo rotella, Rinascita della cultura.
Piazza XI settembre.
L’opera sulla quale più di ogni altra ci preme soffermare e focalizzare l’attenzione di tutta la città, è sicuramente “Il lupo della Sila” di Mimmo Rotella il quale egli stesso definisce emblema del nostro altopiano e perché no, profondamente legato alla nostra squadra, ai nostri colori. Definire il nostro atteggiamento addirittura dissacrante, ci pare alquanto esagerato se si considera che l’attenzione rivolta alle sculture del mab è pressoché inesistente quando, invece, potrebbero divenire meta di appassionati e simbolo di rinascita culturale della nostra città che, non ce ne vogliate a male, è decisamente piatta in questo momento storico. L’aver messo una bandiera rossoblu a campeggiare lì su quel lupo che molti di noi hanno persino tatuato sulla pelle, non è stato altro che un gesto di riappropriazione di un qualcosa che ci rappresenta, abbiamo fatto “vivere” anche solo per una giornata, un’opera d’arte che non fa altro che stare lì ferma nell’indifferenza più totale dei passanti troppo impegnati a pensare ad altro e soprattutto, nell’indifferenza delle istituzioni che permettono che ciò accada senza proporre la benché minima iniziativa che valorizzi questo che ormai è diventato un patrimonio di Cosenza e dei Cosentini. Non vogliamo essere presuntuosi, ma crediamo che nessuno possa venire a farci paternali o attaccarci per il modo in cui viviamo la nostra città e gli spazi sociali che essa può offrirci, proprio perché crediamo che sia fondamentale riappropriarsene in uno dei momenti più bassi che la nostra amata Cosenza sta vivendo. Noi conosciamo la nostra città, la sua storia, i suoi simboli, la sua gente e voi benpensanti siete sicuri di conoscerla?