"Liberi dalle scorie, firma anche tu"
Petizione Liberi dalle scorie
Al Presidente del Consiglio dei Ministri On. Silvio Berlusconi
Negli ultimi mesi in Calabria è stata accertata la presenza di scorie di diversa natura ed in particolare:
- a
- in agro di Aiello Calabro è stata rilevata la presenza nel terreno di possibili radionuclidi artificiali;
- a Crotone sono stati utilizzati materiali fortemente radioattivi per la costruzione di numerosi edifici pubblici e anche di scuole, nelle quali è stato già accertato un livello di contaminazione tra i bambini. Il Governo non può accettare che sia messa così in pericolo la salute di migliaia e migliaia di calabresi.
Pertanto Noi firmatari della presente petizione chiediamo al Governo di intervenire con la massima urgenza per:
1) verificare il contenuto della stiva del relitto al largo di Cetraro, recuperando i fusti con i rifiuti radioattivi e procedendo alla messa in sicurezza del tratto di mare interessato;
2) verificare la presenza delle altre "navi a perdere" nel Mediterraneo, così come indicate dal pentito Fonti ed eventualmente da altri filoni d'indagine;
3) verificare la presenza di radionuclidi artificiali nel territorio di Serra d’Aiello e Aiello Calabro, in particolar modo alla foce del fiume Oliva, mettendo in sicurezza il sito;
4) provvedere alla bonifica degli edifici contaminati di Crotone;
5) chiarire se esiste una relazione tra l’aumento di patologie tumorali e l'eventuale presenza di rifiuti nucleari o tossici in alcune zone della Calabria ed agire immediatamente per garantire la salute degli abitanti di quelle aree;
6) chiarire tutte le responsabilità, anche quelle di eventuali apparati deviati dello Stato e fornire pieno supporto all’azione della magistratura.
CONVERSAZIONI
Venerdi 4
Apertura Festival
NICOLA PIOVANI Musicista
Incontro con l’artista.
Con Eliseno Sposato
Lunedì 7
Incontro dibattito in collaborazione con il FAI
(Fondo per l’Ambiente Italiano) e il Patto
dei Sindaci (Covenant of Mayors)
L’ABITATO, IL TERRITORIO E L’AMBIENTE
Intervengono:
Franco Loris Greco Sindaco di Cerisano
Emilio Verrengia Vice Presidente Provincia di Catanzaro
Gregorio Cattarelli Presidente FAI – Calabria
Francesca Martorano Università Mediterranea Reggio Calabria
Strutture fortificata del territorio tra XI e XIII secolo.
Vincenzo De Nittis Università Mediterranea Reggio Calabria
Il progetto di valorizzazione culturale di palazzo Sersale.
Cristiano Coscarella Università della Calabria
La politica della Regione Calabria per la valorizzazione dei centri storici.
Luigi Bigotto Socio Deputazione Storia Patria per
Vita quotidiana nel palazzo Sersale tra il XVII e XVIII secolo.
Antonello Bavaglio Deputato Storia Patria per
L’investitura e la giurisdizione del Sersale duchi di Cerisano.
Ore 22,00
CARLO LUCARELLI
Racconta l’Africa
Martedì 8
CLEMENTE MASTELLA politico
Presentazione del libro “Non sarò Clemente”.
Con Filippo Veltri
Mercoledì 9
MAURO MINERVINO Antropologo
Presentazione del libro “
Con Massimo Celani
Giovedì 10
GIOACCHINO CRIACO Avvocato
Presentazione del libro “Anime nere”.
Con Arcangelo Badolati
Venerdi 11
MARIO DE FILIPPIS Storico
Presentazione del libro “Operazione Alarico”.
Con Rosa Cardillo
Sabato 1
NICOLA GRATTERI Magistrato
Presentazione del libro “Fratelli di sangue”.
Con paolo Pollichieni
Il professor Bruno Nardo ha effettuato per la prima volta al mondo l'arterializzazione portale del fegato per via extracorporea.
L'intervento, perfettamente riuscito, è stato eseguito dal professor Bruno Nardo con l'ausilio di una apparecchiatura extracorporea mai utilizzata in precedenza per questo fine. Un dispositivo rivoluzionario ideato da Nardo e impiegato sia in sala operatoria che al letto del paziente destinato ad aprire nuove frontiere nel campo della chirurgia epatica e dei trapianti di fegato
Quarantotto anni, docente di chirurgia generale all'Università di Bologna, Nardo sin dalla tesi di laurea si è occupato di trapianti di fegato. La sua vita è stata caratterizzata da studi nel campo della chirurgia epato-bilio-pancreatica, dei prelievi d’organo e dei trapianti di fegato e reni. E proprio per i suoi studi scientifici ha ricevuto premi e riconoscimenti in congressi nazionali ed internazionali.
Prof Nardo, lei ha dedicato gran parte della sua vita in studi e ricerche sull'arterializzazione della vena porta e sul fegato in particolare. Come giudica questo risultato?
"Nel 2003 ho eseguito un intervento per un'epatite fulminante su una ragazza di 25 anni in coma per insufficienza epatica acuta. Si è trattato di un'arterializzazione della vena porta per via chirurgica. Anche in quel caso è stata la prima volta in assoluto. Abbiamo aperto l'addome della giovane e poi collegato un'arteria con la vena dell'intestino per far arrivare ossigeno al fegato attraverso la vena porta, che normalmente non riceve sangue arterioso e quindi ossigeno. Poi gli studi sono andati avanti su animali di piccola e grossa taglia...”
Benedetta Sangirardi
Mercoledì 1 Luglio 2009 Ore 19.00
Stadio San Vito Cosenza
Posto Unico € 5.00
GOAL4KIDS
Nazionale Calcio Attori vs Vecchie Glorie Cosenza Calcio
Partita di calcio di beneficenza
Tanti personaggi della tv, cinema,spettacolo e calcio in campo per aiutare i bambini del Kenya!
L’incasso servirà per dotare di macchinari sanitari l’ospedale di Malindi (Kenya).

CARIATI BANDIERA BLU 2009
La lunga costa cariatese, per la prima volta nella storia, potrà fregiarsi della prestigiosa “Bandiera blu
Ecco la mappa del mare doc italiano secondo l'assegnazione delle Bandiere Blu edizione 2009 da parte della Fee (
CALABRIA (4): Cariati-Marina di Cariati (Cosenza); Ciro' Marina-Punta Alice (Crotone); Roccella Jonica, Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria)
Tommaso Sorrentino, la risata geniale di un Cosentino ribelle
Va via il corpo ma non l’intelligenza. Un’immaginaria conversazione di congedo
Tomma’
Aahahaaàh, chi cazzu vu’ Dionesa’?!
Ti vulìa sulu saluta’...
‘Un cumingia’ a rumba i cugliuni. Ca tu si’ lùangu quannu attacc’a parra’. Manìati ca minnei ji.
E nendi, Tomma’. Ti vulìa di ‘na cosa, però com’al solito si’ troppu stùartu e ma’ fattu scurda’ chiru ca t’avìa di di’
Cchi mei di’ Dionesa’?! Ah forse ca a sinistra è morta e ri cumbagni tua fannu caca’ di risi...?!
No Tomma’. Chissu veramenti su’ vind’anni ca nu’ dicìmu. ‘Unn’è ‘na novità. E pu’ u problema è ‘ru tua, ca ancora cci parri...
Chid’èèèè?! ‘Un ti piglia’ cumbidenza, Dionesa’. O ti si’ già scurdatu c’a ‘mmia m’hannu mannatu ‘ngalera pe’ l’anni settanta. M’ei fattu puru l’esilio in Francia. Iu, i chissi cca, ‘un mi signu mai fidatu.
Sì, in effetti, questo te lo devo riconoscere. Tu ed altri vecchi compagni m’avete insegnato che la giustizia sociale non si ottiene nei tribunali. E che il garantismo è una cosa seria. Vale sempre, e vale nei confronti di tutti. Altrimenti non ha senso.
... menu mali c’anguna cosa ti l’ei ‘mbarata! E pu’ chi t’ei ‘mbaratu chiu’?!
beh, mi hai insegnato pure a guardare con ironia persino le questioni più serie.
... m’a’ dici ‘na cosa Dionesa’?! Ma picchi’ mo’ parri in italiano? ‘Un ti capisciu.
Fa parte della tua natura di eretico, Tomma’. Lo sanno tutti che sei un filosofo del Diritto. Se non parli italiano, è solo per denigrare i saccenti.
... e finìsciala. U’ sa’ ca a mmia ‘un mi piàcianu i’ sbiolinate. ‘Un v’ei raccomannatu atru: quannu mùaru, ‘un chiangiti, picchi’ a mia si’ cazzi i chianti ‘un mi su’ mai piaciuti.
E va beh, però non puoi nemmeno pretendere che facciamo una festa.
picchi’?! Chin’è ca vu vieta? Dionesarbo, Dionesarbo, quannu fa’ accussi’ m’arrisumigli a ‘nu carbo...
Tomma’, almeno in queste circostanze ci vuole un po’ di serietà...
... no no, ‘a serietà e controrivoluzionaria. E pu’ chini cazzu t’ha dittu ca iu signu ‘n’eretico?
... in senso filosofico e politico, lo sei. Uno come te, che si diverte a ribaltare il senso comune, imprevedibile nell’analisi, corrosivo nella sintesi...
Aahàhaaàh... t’avia dittu unn’a fa’ longa... e pu’ guarda ca ‘unn’è dittu ca simu suli ‘ntra st’universo.
Tomma’, non mi dire...
... fòrranu cazzi di’ tua, Dionesa’?!
Sì, anguna cosa ci’addi essa... i marziani, l’arcangelo Gabriele, ‘nu sandu qualsiasi... chiamàmula cumu a vulimu chiama’...
Non essere retorico.
Tomma’, miracolo.
Chid’è!?
Stai parlando in italiano.
... sì, picchi’ stamu parlannu i cose serie...
... e ‘a politica unn’è ‘na cosa seria?
... ma fammu ‘u cazzu du’ piaciri... senda, t’ei dittu manìati ca mi’nni vàiu
Tomma’, ‘u sa’ ca si ti’nni va’ puru tu, nua rimanimu suli...
“nua” chini?
... i ciùati, i ribelli, chiri ca ‘stu munnu fa’ ‘ra mossa c’un’nni’ vida. Già senza Peppino Mazzotta, eravamo più soli.
pe’ piaci’ un fa’ vittimismo, Dionesa’. Chiri ca rùmbanu i cugliuni aru potere, sa’nni puru aspetta’ ca pu’ u’ potere ci’ rumba ‘ri cugliuni. E comunque Peppino era un grande!
puru tu, Tomma’. Puru tu si’ nu’ grande. E signu sicuru ca Lisetta sarà all’altezza tua.
bellu bellu ccu fìgliama.... insomma, mu’ vu’ di’ chiru ca cazzu m’adi di’?!
Ti vùagliu bene Tomma’.
Claudio Dionesalvi
da Appunti di Sopravvivenza, puntata del 27 aprile. Sui 105,700 di Radio Ciroma nota del lunedì di Claudio Dionesalvi.
I am calabrese
Vincitore del premio DIALETTANDO
al Festival Internzaionale CORTOLANDRIA
Regia
Antonio Malfitano
Soggetto e sceneggiatura
Antonio Malfitano
Musiche originali
Kalumu
Durata
5 minuti
GLI ARTISTI LOCALI NON ESISTONO
E’ INSOPPORTABILE questo continuo parlare da parte di amministratori pubblici, di “gruppi locali”, “artisti locali”, a proposito di musica e teatro. Quello che sta dietro discorsi del genere è proprio la logica della riserva indiana:si sbandiera un demagogico voler privilegiare queste persone, ma la sostanza è un loro deprezzamento e una volontà di ghettizzazione.
A questi signori voglio dare una informazione essenziale: i gruppi locali, gli artisti locali non esistono. Vi spiego invece cosa c’è. Ci stanno dei professionisti, musicisti, attori, registi, pittori e così via, che hanno scelto queste attività come loro professione, cui hanno dedicato la loro vita. Costoro vivono ed operano qui per scelta poetica o per pura casualità, ma ovviamente si rapportano all’arte, alla cultura, allo spettacolo del mondo, e in relazione alla vicenda culturale e artistica mondiale cercano una loro collocazione e una loro giustificazione. Un amministratore pubblico, davanti a queste persone, ha il dovere di scegliere. Può decidere che non è interessato a loro, che non apprezza la loro qualità e il loro lavoro: in questo caso farebbe bene a manifestarlo chiaramente. In caso contrario, deve trattarli da professionisti, senza offenderli. Il che vuol dire, ad esempio, offrire a qualcuno di loro la direzione di un teatro cittadino, dopo averne valutato il progetto; e scaduto un determinato periodo, valutarne i risultati conseguiti e decidere per un rinnovo del mandato o per un affidamento ad altri. E vuol dire che, se si chiama qualcuno di loro a fare uno spettacolo, li si paga nella stessa misura in cui si pagano glia artisti “di fuori”, tranne che per le spese di viaggio. Insomma si trattano da professionisti, e si operano delle scelte pubbliche.
Ci stanno poi dei “dilettanti”, nel senso antico e nobile del termine. Ci sono le compagnie teatrali amatoriali, come i musicisti che amano suonare nel tempo libero. Costoro devono avere la possibilità di dilettarsi, e quindi di usufruire, tutti senza discriminazioni e ovviamente in maniera coordinata, degli spazi pubblici per riunirsi, per provare, per esibirsi. Ma non devono essere strumentalizzati, spacciati per quello che non sono, chiamati a riempire i buchi determinati da un difetto di programmazione.
Infine ci sono i giovani, gli allievi, coloro che si accostano all’arte e alla conoscenza e vogliono imparare e crescere. Verso costoro l’amministratore pubblico ha una grossa responsabilità. Deve offrire loro le opportunità di formazione, di crescita, di scambio, di confronto. E’ per loro che ha senso organizzare i grandi concerti. Un amministratore oculato si preoccupa della crescita dei giovani, e farebbe bene anche a spendere denaro pubblico per mandare i più motivati e i più promettenti fuori, nei luoghi in cui ciò è possibile in tutti i generi. Mentre la cosa peggiore è mandarli acriticamente su un palco ad esibirsi per i parenti e gli amici, spingendoli a un esibizionismo fatto di autocompiacimento e di mistificazione, che frustra la loro crescita e li sospinge verso una megalomania provinciale senza sbocchi. Mi sembra invece che, dietro la categoria “gruppi locali”, si nasconda soltanto l’idea di una programmazione casuale e tappabuchi, che non riconosce alcuna dignità agli artisti che abitano qui e spera di blandirli con quattro soldi.

Franco Dionesalvi
su

del 4 aprile 2009
